Racconto di viaggio nella Costa dei Trabocchi

Scopri insieme a noi la Riserva Naturale di Punta Aderci e tutti i suoi tesori naturalistici in uno dei tratti più belli della costa Adriatica.

Le Dune di sabbia – un ecosistema tra terra e mare

Un’abbagliante distesa di morbide colline sabbiose. Un ecosistema fondamentale fra il mare e la terra.

Le dune di sabbia sono ambienti naturali di grande pregio naturalistico ma sono anche molto delicate e, per questo, meritevoli di protezione.

Le dune di sabbia si formano lungo il litorale, nella parte superiore della spiaggia, grazie all’azione simultanea del vento e delle onde del mare che permettono di accumulare sabbia.
Si formano parallelamente alla costa e forniscono luoghi ideali per ripararsi, dal sole e dal vento, ai molti animali che vivono in questi luoghi.

Passeggiando tra una duna e l’altra, mentre si raggiunge la riva, si vede apparire un mare cristallino, di un turchese splendente: il contrasto tra il bianco della duna di sabbia e i colori del mare lasciano senza fiato!

E’ qui che ha inizio il nostro viaggio, lungo i sentieri del mare.

Spiaggia di Punta Penna

Splendido: non si potrebbe definire altrimenti lo spettacolo che regala lo scenario della spiaggia di Punta Penna.

Morbidissima  sabbia dorata caratterizzata dalle  dune che accolgono piante pioniere assai rare ed ospita il rarissimo fratino, simbolo della riserva.

La spiaggia dei Libertini

Libertini è  una delle spiagge più belle e una delle più selvagge che si incontra lungo il percorso.

E’  una spiaggia fatta di ciottoli protetta dal promontorio di Punta Aderci che si alza maestoso sulla sua sinistra.

Il suo nome, Libertini, assai particolare, risale, probabilmente, a più di un secolo fa quando le suore di un convento che si trova poco distante venivano in questa spiaggia per prendere un po’ di sole, e si tiravano leggermente su le maniche e scoprivano un po le gambe, proprio in maniera “libertina”.

Punta Aderci

Si prosegue il cammino verso l’area centrale della Riserva Naturale e si prosegue lungo  la spiaggia di Punta d’Erce o Aderci che da il nome alla riserva.

Dal promontorio che sovrasta questa bellissima cala naturale, è possibile osservare uno degli scenari più belli che si possono ammirare lungo questo sentiero.

Una vista a 360° che spazia dalle tonalità di un turchese intenso del mare ad uno splendido esemplare di trabocco, fino  agli splendidi colori della rigogliosa  macchia mediterranea.

La spiaggia di Mottagrossa

La Riserva di Punta Aderci termina con la lunghissima spiaggia di ciottoli di Mottagrossa.

È  uno dei tratti costieri più selvaggi.

Lungo questa spiaggia c’è un sentiero che porta alla scoperta di pinete, valloni e di una splendida macchia mediterranea.

Il Fratino

Difficile da confondere, con quel corpo un po tozzo e le zampette lunghe ed esili che ne fanno tra i più piccoli limicoli nidificanti in Italia.

È il Fratino, un simpatico uccellino che  vive e nidifica sulle nostre spiagge.

Il colore degli adulti – grigio sul dorso – rende questo animale facilmente mimetizzatile con la sabbia sulla quale costruisce il nido.

Si nutre di insetti che  raccoglie direttamente al suolo o scavando piccole buche sulla sabbia.

La presenza del Fratino è un buon indicatore dell’ottimo stato di salute dell’intero ecosistema costiero: quando si trova il nido del Fratino significa che si tratta di una spiaggia ben tutelata e conservata.

Grazie alla sua presenza tra le dune di sabbia di questo magnifico tratto di costa, il Fratino è stato scelto come simbolo della Riserva Naturale di Punta Aderci.

Una giornata trascorsa nella natura lungo un percorso vista mare che attraversa le tre spiagge più belle della costa abruzzese.

Il viaggio continua

I trabocchi

Il nome di questa parte di costa abruzzese prende origine dal fatto che si trovano numerosi Trabocchi.
Queste antiche costruzioni marinare ne sono diventati il vero simbolo.

I trabocchi sono strane macchine da pesca, costruite su delle palafitte in legno.
Sono grandi piattaforme costituite da tavole e travi di legno montati su pilastri conficcati direttamente nel fondale marino.

Il tutto completato dalle grandi reti da pesca montate direttamente sul trabocco tramite un complicato sistema di carrucole e funi.

Questi trabocchi non sono mai stati molto stabili, tanto che ad ogni mareggiata perdono pezzi più o meno grandi che vengono poi riparati dagli stessi traboccanti.

I traboccanti sono i custodi di questa antica e affascinante arte di pesca in mare.

Questa affascinante tecnica di pesca prevede l’uso di reti: le grandi reti vengono calate in mare tramite un argano girevole montato al centro del trabocco.

Quando vengono rialzate, i pesci intrappolati nella fittissima rete, vengono tirati su con un guadino, chiamato “volega”.